Faq2023-03-22T10:45:35+01:00

FAQs

Qual è la differenza tra le prestazioni in corto circuito indicate come Icu e Ics?2023-03-14T14:18:22+01:00

La norma di prodotto IEC/EN60947-4-2 indica due sequenze di prova per la verifica delle prestazioni in corto circuito:
1. Verifica della Icu sequenza O – t – CO
2. Verifica della Ics sequenza O – t – CO – t – CO
Ricordiamo che Icu è definito come potere di corto circuito estremo mentre Ics è definito potere di corto circuito di servizio. La sequenza indicata sopra indica: O = l’apparecchio deve interrompere un corto circuito dalla posizione di chiuso. La corrente di corto circuito è inserita da un’apparecchiatura esterna. t = tempo di pausa tra due aperture in condizione di corto circuito. La norma prescrive 3 minuti. CO = l’apparecchio è aperto e chiude su un corto circuito e quindi deve immediatamente interrompere In pratica la verifica della Icu prevede due aperture in condizione di corto circuito mentre la verifica della Ics prevede 3 aperture. Dopo tali prove il salvamotore deve essere ancora in grado di funzionare correttamente. L’immagine qui a fianco è stata fatta durante i test svolti dal nostro laboratorio prove LOVATO LAB, uno dei migliori cinque laboratori d’Italia per prove di potenza.

Facciamo un esempio pratico. Il salvamotore SM1P1400 (9…14A) ha una Icu di 25kA e una Ics di 12.5kA. Nella prova di Icu il salvamotore aprirà 2 volte 25kA e nella prova di Ics aprirà 3volte 12.5kA. La prova è eseguita su 2 apparecchi distinti; un salvamotore per la Icu e uno per la Ics. Nella pratica reale, se lo stesso salvamotore subisce un corto circuito, il valore di corrente interrotto è solitamente più basso di quello testato in laboratorio a causa delle impedenze dei cavi di linea e della potenza del trasformatore a monte del punto di guasto. Quindi dire quanti corti circuiti “reali” possa interrompere un salvamotore è difficile perché dipende dalle condizioni dell’impianto.

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È possibile utilizzare gli interruttori salvamotori per il comando di motori monofasi?2023-03-14T14:17:48+01:00

Sì, ma si deve attuare un semplice accorgimento nel cablaggio, ovvero, far passare corrente sulle tre fasi dell’interruttore salvamotore. In pratica una fase dovrà attraversare due poli dell’interruttore collegati in serie tra loro (v. immagine). In caso contrario l’interruttore salvamotore sgancerà per intervento termico. Gli interruttori salvamotori sono infatti sensibili alla mancanza fase. Si noti che la stessa pratica deve essere attuata anche con i relè termici.

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Cos’è la classe di intervento di un salvamotore?2023-03-14T14:18:13+01:00

La classe di intervento è riferita alla protezione termica da sovraccarico fornita dall’interruttore salvamotore magnetotermico. Indica in pratica la velocità di intervento della protezione termica. Le classi di intervento sono definite dalla norma IEC/EN60947-4-1 che ne indica ben otto: 2, 3, 5, 10A, 10, 20, 30, 40. Quelle di più comune utilizzo sono le seguenti cinque: 5, 10A, 10, 20, 30. Più il numero della classe è basso più l’intervento della protezione termica è veloce. Vedasi un estratto del catalogo sugli interruttori salvamotori magnetotermici  qui sotto:

Per la protezione dei motori la classe raccomandata è la 10A oppure la 10; si noti che la A di 10A non sta per Ampere. Le considerazioni sopra valgono sia per gli interruttori salvamotore magnetotermici che per i relè termici.

Qui riportiamo la tabella dei tempi di intervento prescritti dalla norma. Tali tempi sono riferiti alla protezione termica fredda, inteso come alla temperatura ambiente e non già scaldata da precedenti passaggi di corrente. La prova viene svolta facendo scorrere nell’apparecchio un valore di corrente pari a 7.2 volte la corrente impostata sul taratore (Ir). A seconda della classe, la protezione termica deve intervenire nell’intervallo di tempo indicato in tabella.

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Nei dati tecnici degli interruttori salvamotori cosa significa “categoria di utilizzazione: A”?2023-03-14T14:17:41+01:00

La categoria di utilizzazione di un interruttore è definita dalla norma di prodotto IEC/EN60947-2. Tale norma prevede 2 categorie: A e B. La categoria A comprende gli interruttori senza ritardi intenzionali di intervento in caso di corto circuito, mentre la categoria B comprende quelli realizzati con ritardi di intervento intenzionali per garantire la selettività. Gli interruttori salvamotori devono essere di categoria A perché sono destinati a proteggere singoli rami di un impianto. Quindi non devono avere ritardi per evitare l’intervento di interruttori a monte che proteggono intere sezioni di impianto. Ciò permette di limitare la messa fuori servizio della singola utenza sulla cui linea si è verificato il corto circuito.

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Come si comporta un salvamotore nel caso di mancanza fase su un motore trifase?2023-03-14T14:18:05+01:00

La mancanza fase è una condizione di guasto che può causare danneggiamenti al motore trifase. I salvamotori Lovato serie SM sono sensibili alla mancanza fase e quindi preservano il motore dai danni provocati da tale evenienza. Si possono distinguere due situazioni: mancanza fase all’avviamento del motore e mancanza fase quando il motore è già in funzione. Nel primo caso difficilmente il motore riesce a partire. Rimanendo fermo con solo 2 fasi alimentate, si avrà su queste una corrente molto elevata per cui la protezione termica del salvamotore interverrà in un tempo molto breve. Nel secondo caso il motore continua a funzionare, ma le fasi che rimangono alimentate assorbiranno una corrente che si aggirerà nell’ordine delle 2 volte la corrente nominale con conseguente surriscaldamento e rischio di bruciatura degli avvolgimenti. Inoltre in tale condizione di lavoro si potrebbero anche generare vibrazioni con conseguenti guasti meccanici della macchina. In tali condizioni gli interruttori salvamotori intervengono in alcune decine di secondi che è un tempo adeguato ad evitare danneggiamenti.

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Le HMI LOVATO Electric possono comunicare solo con dispositivi LOVATO Electric?2023-03-14T14:09:10+01:00

No, le nostre HMI possono comunicare con tutti i dispositivi che hanno porta RS485/232/422/Ethernet e supportano protocolli Modbus-RTU Master/Slave, Modbus-TCP Client/Server, SIEMENS S7 Ethernet, MTTQ, o OPC UA Client/Server.

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Quanti dispositivi posso collegare ad una HMI?2023-03-14T14:09:03+01:00

Non c’è un numero massimo predefinito, in linea teorica è illimitato. Dal punto di vista pratico, il limite è condizionato dal numero di dispositivi ammessi dalla rete in cui si trovano (es. rete RS-485) e dalla possibile congestione del traffico sulla rete stessa.

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Esistono programmi già pronti per le HMI scaricabili gratuitamente dal vostro sito?2023-03-14T14:08:45+01:00

Sì, andando sulla pagina di prodotto di una qualsiasi HMI della serie LRH… si trovano degli scenari già pronti per l’uso.  Ciascuno scenario è dedicato ad una applicazione specifica: comando di una pompa, monitoraggio di un impianto fotovoltaico, etc. Scaricandolo ed importandolo nella HMI si ha immediatamente a disposizione delle pagine già pronte per l’uso ma che posso anche essere facilmente modificabili dall’utente a suo piacimento per sviluppare un progetto differente da quello proposto.

Caricare uno scenario è molto semplice, suggeriamo di visualizzare questo tutorial (link), che suggerisce come farlo.

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Cosa si intende per categoria di impiego di un contattore?2023-03-14T11:51:58+01:00

La categoria di impiego definisce le prestazioni elettriche nominali del contattore riferite ad un tipo specifico di carico. Nella norma IEC/EN60947-4-1, per ogni categoria di impiego, vengono prescritte le condizioni di prova a cui il contattore deve essere sottoposto per verificarne l’effettiva funzionalità.
Le categorie di impiego più comuni per i contattori sono:

  • AC-1 Carichi non induttivi o debolmente induttivi (in pratica comando di resistenze)
  • AC-3 Comando motori

Vedi in fondo la lista completa.

Ad esempio, se un costruttore dichiara che un contattore ha corrente nominale AC-3 di 9A a 400V significa che tale contattore può comandare motori
con una corrente nominale massima di 9A a 400V. La norma prescrive una lunga serie di prove per confermare la conformità del prodotto al comando di
tali motori.

  • AC-1 Carichi non induttivi o debolmente induttivi, forni a resistenza
  • AC-2 Motori ad anelli: avviamento, arresto
  • AC-3 Motori a gabbia di scoiattolo: avviamento, arresto a motore lanciato.
  • AC-4 Motori a gabbia di scoiattolo: avviamento, frenatura in controcorrente a, manovra a impulsi
  • AC-5a Comando di lampade a scarica
  • AC-5b Comando di lampade ad incandescenza
  • AC-6a Comando di trasformatori
  • AC-6b Comando di batterie di condensatori
  • AC-8a Comando di motori per compressori ermetici di refrigerazione con ripristino manuale degli sganciatori di sovraccarico
  • AC-8b Comando di motori per compressori ermetici di refrigerazione con ripristino automatico degli sganciatori di sovraccarico

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Come cambiano le prestazioni di un contattore mettendo in serie o in parallelo i contatti?2023-03-14T11:50:41+01:00

Sui contattori si mettono i contatti in serie per aumentare il potere di interruzione sui carichi in DC; tipicamente più aumenta la tensione del carico più contatti in serie sono necessari per ottenere un’adeguata interruzione. I poli in parallelo si utilizzano per aumentare la portata in corrente del contattore. Si tenga presente che i poli in parallelo non aumentano il potere di interruzione; questo in conseguenza alle tolleranze costruttive che causano differenze, seppur minime, nei tempi di apertura dei vari contatti. In pratica l’ultimo contatto che apre sopporta quasi completamente l’interruzione. Il parallelo dei poli è usato tipicamente quando il contattore è utilizzato per fare portata di corrente e l’inserzione e la disinserzione del carico è attuata da altri apparati. Ad esempio nel comando di resistenze dove il comando è realizzato tramite dispositivi statici e il contattore viene utilizzato per ottenere la separazione galvanica del carico. Si tenga presente che il parallelo dei contatti non permette di portare la corrente nominale di un contatto moltiplicata per il numero di contatti in parallelo. Si devono applicare dei declassamenti per considerare la non esatta distribuzione della corrente tra i contatti in parallelo. Avremo per 2 contatti in parallelo un multiplo di 1.6, per 3 contatti 2.2 e e per 4 contatti 2.8.

Ad esempio:
se abbiamo un contattore con corrente nominale in AC-1 di 25A, mettendo 3 poli in parallelo la portata sarà 25×2.2=55A.

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Qual è la temperatura ambiente limite per il corretto funzionamento dei contattori?2023-03-14T11:53:10+01:00

La norma di prodotto dei contattori, IEC/EN60947-4-1, prescrive che il funzionamento dei contattori stia all’interno del range di temperatura -5…+40°C.
In tale campo di temperatura gli apparecchi devono garantire il corretto funzionamento con il loro carico nominale massimo. E’ abbastanza frequente che i contattori si trovino a lavorare al di fuori di questi limiti di temperatura; ciò in conseguenza all’installazione in ambienti geografici estremi oppure per condizioni funzionali particolari della macchina su cui vengono montati. I nostri contattori possono funzionare in presenza di temperature molto superiori e inferiori a quanto richiesto dalla norma di prodotto come dettagliato nel catalogo; in alcuni casi sono necessari dei declassamenti. Qui di seguito riportiamo alcune
indicazioni generali sul comportamento dei contattori in presenza di temperature estreme; consigliamo di contattare il nostro Technical Support per eventuali
chiarimenti per utilizzi specifici. In linea di massima le basse temperature non causano problemi di natura elettrica. L’unica particolarità è l’infragilimento delle materie plastiche per cui si devono evitare shock o operazioni di cablaggio quando l’apparecchio è a temperature particolarmente basse. Le basse temperature non
causano deterioramenti delle plastiche o di altri componenti. Si deve solo prestare attenzione all’uso di contattori a controllo elettronico in cui alcuni
componenti potrebbero deteriorarsi se esposti a temperature inferiori a quelle dichiarate a catalogo. Le alte temperature ambiente sono notoriamente un
problema perché si vanno a sommare ai normali riscaldamenti generati dal funzionamento del contattore. Lunghi periodi di esposizione a temperature molto elevate possono portare alla perdita permanente di proprietà meccaniche dovute a invecchiamento termico delle plastiche. Le alte temperature influiscono sulla bobina che subisce un aumento del valore di resistenza, dovuta alle proprietà intrinseche del rame, che ne riduce le prestazioni funzionali. I terminali subiscono un aumento di temperatura dovuto al passaggio della corrente che, sommata alla temperatura ambiente, in casi estremi può portare a deterioramenti permanenti delle proprietà delle plastiche. In linea generale, in presenza di alte temperature, si possono considerare queste contromisure: ventilazione del quadro, spaziatura dei
contattori per evitare il riscaldamento reciproco favorendo lo smaltimento del calore e il sovradimensionamento della taglia di contattore.

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Quale protezione viene assicurata dall’interruttore magnetotermico?2023-03-14T14:22:00+01:00

Gli interruttori magnetotermici, chiamati anche con l’acronimo MCB (Miniature Circuit Breaker), sono protezioni automatiche che sezionano il ramo d’impianto su cui sono installate in caso di sovraccarico o cortocircuito.

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Quale protezione viene assicurata dall’interruttore differenziale puro?2023-03-14T14:21:18+01:00

Gli interruttori differenziali puri, dall’acronimo RCCB (Residual Current Circuit Breaker), sono protezioni automatiche che sezionano il ramo d’impianto su cui
sono installate in caso di un guasto verso terra (dispersione di corrente verso terra). Sono protezioni contro i contatti indiretti.

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Che differenza c’è tra un differenziale Tipo AC, Tipo A e Tipo B?2023-03-14T14:21:06+01:00

Gli interruttori differenziali tipo AC sono sensibili unicamente a correnti di guasto di tipo sinusoidale. Gli interruttori differenziali di tipo A sono invece sensibili sia
alle correnti sinusoidali che alle correnti “pulsanti unidirezionali” che possono esserci, ad esempio, all’interno di impianti con dispositivi elettronici per il
raddrizzamento della corrente. Questi apparecchi sono in grado di generare correnti di guasto di forma pulsante con componenti continue che un interruttore
differenziale di tipo AC non è in grado di riconoscere. I differenziali di tipo B, oltre ad essere in grado di proteggere dalle correnti di guasto sinusoidale e “pulsanti
unidirezionali”, proteggono anche da correnti di guasto verso terra continue oltre i 6mA DC. Proteggono inoltre contro le correnti di guasto ad alta frequenza. Nella foto è indicato un differenziale di tipo B.

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Cosa identifica la sensibilità dell’interruttore differenziale?2023-03-14T14:20:52+01:00

Questo dato, indicato nelle tabelle tecniche del produttore, indica il livello di protezione in corrente offerto dall’interruttore differenziale. Le taglie tipicamente utilizzate nella distribuzione elettrica di bassa tensione sono 30mA e 300mA. Tipicamente la soglia 30mA è quella dedicata alla protezione delle persone.
Per spiegare le soglie di intervento si prenda l’esempio di un differenziale 30mA: questo differenziale non interverrà solo per correnti di dispersione >30mA ma in
una soglia compresa tra 15mA e 30mA:

– per correnti inferiori a 15mA sicuramente il differenziale non interverrà
– nella soglia 15mA ÷ 30mA potrebbe intervenire
– per correnti >30mA interverrà istantaneamente.

La soglia centrale (15mA ÷ 30mA) è una soglia con scatto incerto perché il differenziale, essendo un apparecchio elettromeccanico, non può avere una soglia di intervento certa e fissa.

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La caratteristica di intervento termico, quindi contro sovraccarico, è sempre la stessa per gli interruttori magnetotermici?2023-03-14T14:22:19+01:00

Si. L’interruttore magnetotermico offre la protezione contro i sovraccarichi per correnti comprese nel range 1,13In ÷ 1,45In. Dato che il sovraccarico viene
tipicamente sopportato dalla maggior parte delle apparecchiature l’intervento non è istantaneo.

– Se si attesta una corrente pari a 1,13In l’interruttore non deve intervenire prima di 60 minuti (In≤63A) o 120 minuti (In>63A).
– Se si attesta una corrente pari a 1,45In l’interruttore deve intervenire entro 60 minuti (In≤63A) o 120 minuti (In>63A).
– In caso di corrente più alta la norma di prodotto stabilisce che l’interruttore intervenga entro 60 secondi per una corrente pari a 2.55In.

I tempi di intervento possono apparire lunghi ma tengono conto della necessità di evitare scatti intempestivi a causa di situazioni di sovracorrente che non perdurano nel tempo.

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Perché gli interruttori magnetotermici sono offerti con differenti curve di intervento magnetico?2023-03-14T14:24:36+01:00

Un interruttore magnetotermico deve proteggere contro cortocircuiti ovvero aumenti repentini della corrente assorbita da un carico. Le curve di intervento magnetico definiscono esattamente il comportamento della protezione in base all’entità della corrente da interrompere. Ci sono utilizzatori (carichi) che potrebbero
dar luogo a scatti intempestivi perché alla loro accensione hanno dei picchi di assorbimento (es. motori elettrici). In altri casi il carico potrebbe essere molto sensibile e non sopportare aumenti di corrente anche minimi. Per venire incontro ai vari casi gli interruttori magnetotermici sono
offerti con diverse curve di intervento magnetico:

Curva C: intervento nel range 5In ÷ 10In
Curva B: intervento nel range 3In ÷ 5In
Curva D: intervento nel range 10In ÷ 14In

Gli interruttori magnetotermici Curva C sono quelli più utilizzati in installazioni senza particolari carichi, quelli di Curva B sono indicati per la protezione di circuiti con basse correnti di spunto e per la protezione di cavi con lunghezza notevole. I curva D infine vengono utilizzati per la protezione di carichi con alte correnti d’inserzione (motori, trasformatori ecc). Si riporta l’esempio di una curva di intervento magnetotermica con intervento magnetico Curva C:

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Quali temporizzatori Lovato Electric a potenziometri possono essere sostituiti da TMM1NFC?2023-03-14T14:30:58+01:00

TMM1NFC integra 40 funzioni, incluse quelle dei temporizzatori TMM1 (multifunzione,10 funzioni), TMP (ritardo all’eccitazione) e TMPL (pausa-lavoro a
tempi indipendenti). Inoltre la numerazione dei terminali, identica alle versioni a potenziometri, lo rende perfettamente intercambiabile con questi modelli, senza bisogno di modificare lo schema di collegamento. Ecco alcuni utili tutorial che mostrano come configurare il temporizzatore TMM1NFC:

Video
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VIDEO TUTORIAL: Come utilizzare la funzione contatore – TMM1NFC
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VIDEO TUTORIAL: Impostare la funzione N “Contaore” – TMM1NFC

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Quali sono i vantaggi della programmazione via NFC rispetto alla programmazione via potenziometri?2023-03-14T14:30:43+01:00

– Facilità e velocità di programmazione, ideale per chi programma in serie: è sufficiente programmarne uno solo e poi trasferire via smartphone la stessa programmazione su altri TMM1NFC in modo molto veloce.
– Elevata accuratezza e precisione nelle impostazioni, sia su scale temporali brevi che lunghe, grazie all’impostazione dei tempi in formato digitale
– Ripetibilità delle impostazioni: la programmazione copiata su diversi temporizzatori TMM1NFC è esattamente la stessa identica, eliminando il rischio di errori
– Programmazione intuitiva grazie all’interfaccia grafica della App che mostra il diagramma della funzione che si sta programmando, senza necessità del manuale
– Sicurezza: impostando una password è possibile proteggere la modifica delle impostazioni da personale non autorizzato
– Flessibilità: con NFC il limite sul numero di funzioni supportate non è vincolato al numero di posizioni del potenziometro ma alla dimensione della memoria, consentendo di ottenere molte più funzioni. Ecco alcuni utili tutorial che mostrano come configurare il temporizzatore TMM1NFC:

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VIDEO TUTORIAL: Come utilizzare la funzione contatore – TMM1NFC
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VIDEO TUTORIAL: Impostare la funzione N “Contaore” – TMM1NFC

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È possibile inserire gestire le autorizzazioni di accesso alla HMI per escludere alcuni utenti dall’uso di determinate funzioni?2023-03-14T14:08:37+01:00

Sì, di default sono già disponibili tre livelli di accesso che puoi visualizzare seguendo il percorso:
ProjectView> Security> doppio click su UserGroups

Questi tre gruppi di utenti non possono essere né cancellati né rinominati, tuttavia puoi modificare le autorizzazioni e altri settings.

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Qual è il tempo di campionamento più breve per la registrazione dei dati (data logging)?2023-03-14T14:09:22+01:00

Quando l’interfaccia HMI viene usata come data logger, il tempo di campionamento più breve è di 0,1 secondi. Quello di default è pari a 1 secondo.

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Nella scelta di un interruttore sezionatore, quale corrente devo considerare? La Ith oppure la Ie?2023-03-14T14:19:59+01:00

Nella scelta dell’interruttore sezionatore la prima cosa da considerare è la categoria d’impiego, cioè l’applicazione a cui sarà destinato perché influirà sulle sue prestazioni. Nella tabella qui sotto per esempio sono elencate:

AC-21 Inserzione o disinserzione di carichi non o debolmente induttivi, forni a resistenza
AC-22 Inserzione e disinserzione di carichi misti resistivi e induttivi, compresi sovraccarichi modesti
AC-23 Avviamento ed arresto con interruzione dell’alimentazione di motori a gabbia o carichi fortemente induttivi

La categoria d’impiego di fatto determina quale corrente bisogna considerare.

La corrente convenzionale termica in aria libera Ith si riferisce all’utilizzo dell’apparecchio per un uso continuativo senza che si surriscaldi oltre i limiti consentiti dalla norma di prodotto, pertanto il suo valore è sempre maggiore o uguale alla massima corrente nominale d’impiego Ie.

La corrente nominale d’impiego Ie invece è il valore di corrente che l’interruttore può portare in servizio ininterrotto in base alla categoria di impiego.

Nell’offerta LOVATO Electric nella maggior parte dei casi il valore della Ie coincide con quello della Ith a testimonianza dell’alta qualità dei componenti utilizzati che assicurano con prove più impegnative, come AC22A e AC23A, prestazioni simili a quelle in AC21A.

Esiste anche una corrente convenzionale termica in involucro Ithe che viene stabilita dal costruttore in relazione ad uno specifico involucro ove l’apparecchio deve essere mantenuto. È il caso ad esempio degli interruttori sezionatori in contenitore metallico:

 

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In quali applicazioni vengono utilizzati gli sganciatori di minima tensione con contatti anticipati?2023-03-14T14:17:56+01:00

Questo tipo di sganciatore di minima tensione ha lo scopo di togliere tensione alla bobina dello sganciatore stesso quando il salvamotore è in OFF. La bobina altrimenti rimarrebbe permanentemente alimentata anche a macchina spenta. Togliere l’alimentazione allo sganciatore consente di ridurre inutili consumi energetici e conseguenti riscaldamenti, inoltre, in alcune applicazioni, consente di togliere l’alimentazione al circuito ausiliario eventualmente connesso in serie allo sganciatore (ad esempio pulsanti di emergenza o finecorsa).

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È possibile via Modbus mandare dei comandi di start/stop a un soft starter serie ADXL…? È anche possibile configurarlo via Modbus oltre che comandarlo?2023-03-14T14:25:52+01:00

Sì, tutti i parametri accessibili da display sono accessibili anche via Modbus.

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Quali sono i prerequisiti da considerare per sfruttare al meglio il gateway data logger EXCGLA01?2023-03-14T14:13:51+01:00
  • I dispositivi da monitorare devono essere dotati di porta RS485 o ethernet;
  • EXCGLA01 deve poter essere collegato alla rete locale (LAN), preferibilmente con IP statico o in alternativa con IP dinamico assegnato da DHCP server in cui viene associato il MAC address di EXCGLA01 ad un IP fisso;
  • L’indirizzo IP assegnato a EXCGLA01 deve poter navigare in internet se si desidera trasferire i dati ad un server remoto

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Quanti dispositivi è possibile collegare al gateway data logger EXCGLA01?2023-03-14T14:13:38+01:00

I dispositivi possono essere liberamente distribuiti tra la connessione seriale e la porta ethernet per un totale complessivo di 31.

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Quale è l’URL da inserire nelle impostazioni del gateway data logger EXCGLA01 per collegarlo al server di Synergy Cloud?2023-03-14T14:13:24+01:00
Quali controlli devono essere effettuati se i dati sono raccolti dal gateway data logger EXCGLA01, ma non inviati a Synergy Cloud?2023-03-14T14:13:18+01:00

Bisogna verificare che EXCGLA01 possa raggiungere il server remoto. Controllare l’URL inserito e utilizzare l’apposito test nella sezione “Area amministrazione” di
EXCGLA01.

Inoltre, deve esistere un account per l’utente su Synergy cloud, registrato tramite l’apposito portale https://cloud.lovatoelectric.com le stesse credenziali vanno inserite anche in EXCGLA01 nella sezione “Area amministrazione”/”server remoto”.

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Il collegamento ad un server remoto è obbligatorio per il funzionamento del gateway data logger EXCGLA01?2023-03-14T14:13:12+01:00

Qualora non fosse possibile o richiesto gestire i dati raccolti su un server remoto, EXCGLA01 offre l’interfaccia web integrata tramite la quale è possibile comunque scaricare i dati in file Excel o CSV.

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Come si effettua l’aggiornamento software del gateway data logger EXCGLA01?2023-03-14T14:12:52+01:00

In caso di rilascio di nuove versione delle applicazioni software presenti in EXCGLA01, occorre scaricare i file necessari dal sito web www.lovatoelectric.com
andando nella pagina del prodotto ed effettuare in sequenza le seguenti operazioni.

  1. Scompattare l’archivio scaricato e verificare la presenza di questa cartella:
    a. cartella “updateV1.0_V2.1”
  2. Copiare le cartelle “src” e “Lovato” e i 2 file contenuti nella cartella “updateV1.0_V2.1” su una memoria USB vuota. Attenzione: copiare solo le cartelle “src” e “Lovato” e i due file senza la cartella “updateV1.0_V2.1”.
  3. Inserire la memoria nella porta USB di EXCGLA01; EXCGLA01 genera una serie di segnalazioni acustiche (bip) diverse, fino all’ultima costituita da tre bip consecutivi (fine aggiornamento). L’aggiornamento può richiedere fino a 15 minuti. Estrarre a questo punto la memoria USB e spegnere e riaccendere
    EXCGLA01.
  4. Riavviare il browser sul PC; qualora nella parte inferiore della pagina non si presentasse la versione aggiornata dell’applicazione (vedi sotto), premere la combinazione di tasti CTRL+F5 per rinfrescare la cache.

EXCGLA01 è pronto con il nuovo aggiornamento. Sulla memoria USB è stata salvata anche una copia della precedente versione, all’interno della cartella “backup”, rendendo quindi possibile ripristinare EXCGLA01 al punto appena prima l’inizio dell’aggiornamento eseguito.

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La modalità a 5 contatti in LADDER è disponibile per tutti i modelli correnti di Micro PLC?2023-05-03T17:14:03+02:00

Sì.

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Altre informazioni su questo argomento

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Consulta il manuale operativo per Micro PLC.

Quali sono i prerequisiti da considerare per sfruttare al meglio il gateway data logger EXCGLA01?2023-03-14T14:13:04+01:00
  • I dispositivi da monitorare devono essere dotati di porta RS485 o Ethernet;
  • EXCGLA01 deve poter essere collegato alla rete locale (LAN), preferibilmente con IP statico o in alternativa con IP dinamico assegnato da DHCP server in cui viene associato il MAC address di EXCGLA01 ad un IP fisso;
  • L’indirizzo IP assegnato a EXCGLA01 deve poter navigare in internet se si desidera trasferire i dati ad un server remoto.

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Con i soft starter della serie ADXL… è possibile fare anche l’inversione di marcia del motore?2023-03-14T14:25:46+01:00

Sì, è possibile farlo realizzando un circuito esterno al soft starter come indicato nel manuale istruzioni

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Consulta la pagina del sito dedicata ai soft starter.

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Bobine Rogowski: ogni quanto devono essere ricalibrate?2023-03-14T14:28:32+01:00

Ogni kit è tarato da LOVATO Electric in fase di collaudo e un rapporto di calibrazione accompagna il prodotto. In esercizio non richiedono calibrazione periodica.

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Altre informazioni su questo argomento

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Scarica qui la brochure dedicata.

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È obbligatorio l’uso dei ponticelli di tenuta per fissare i relè industriali sugli zoccoli?2023-03-14T14:16:50+01:00

No, non lo è, ma è caldamente suggerito. I relè sono studiati per restare saldamente sugli zoccoli senza ponticelli di tenuta in condizioni standard, tuttavia, i ponticelli garantiscono una perfetta tenuta in posizione anche in caso di forti urti o  vibrazioni. Bisogna considerare non solo la destinazione d’uso finale del macchinario o del quadro che potrebbe essere senza stress meccanici, ma anche il trasporto. Il trasporto sul luogo di installazione può essere causa di forti urti e vibrazioni e i ponticelli di tenuta evitano qualsiasi problema di caduta del relè.

 

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Quale è la funzione del contattore di linea a monte del soft starter? E’ obbligatorio?2023-03-14T14:25:40+01:00

Lo scopo del contattore di linea installato a monte del soft starter è quello di garantire una separazione galvanica tra la rete ed il motore quando il motore non è in marcia. La sua presenza non è obbligatoria ma è fortemente suggerita, specialmente nel caso di soft starter a due fasi controllate (dove una fase è collegata direttamente al motore) ma anche su soft starter a tre fasi controllate in quanto le correnti di dispersione sui tiristori interni potrebbero portare a tensioni pericolose sul lato carico quando viene alimentato il soft starter. Oltre a rimuovere tensione sul motore, il contattore di linea consente di isolare il soft starter e proteggere i tiristori interni da eventuali problemi presenti sulla rete (es. sovratensioni). Il comando del contattore di linea è tipicamente gestito in automatico dal soft starter tramite un’uscita a relè programmata con funzione di marcia (run), che mantiene eccitato il contattore di linea per tutto il tempo in cui il motore è in funzione, dall’avviamento fino al completamento della rampa di decelerazione. Inoltre, in caso di allarme sul soft starter viene comandata l’apertura del contattore di linea, interrompendo il circuito di alimentazione. Il contattore di linea va dimensionato in categoria AC-3 con corrente maggiore o uguale della corrente a pieno carico del motore (FLC).

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Altre informazioni sui soft starter

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Curva di intervento dei relè termici. Cosa si intende per curva a freddo e curva a caldo?2023-03-14T14:17:12+01:00

Freddo e caldo non è riferito alla temperatura ambiente nel punto di installazione del relè termico. Infatti i relè termici Lovato sono compensati in temperatura, ovvero il loro intervento non è influenzato dalla temperatura ambiente per un range indicato a catalogo (mediamente -15°C…+55°C). Per curva a freddo si intende che il relè non è stato attraversato da corrente per un periodo tale da consentire il completo raffreddamento degli elementi di intervento ovvero i bimetalli. Per curva di intervento a caldo si intende che il relè è stato attraversato dalla corrente nominale impostata sul taratore per un tempo tale da portare i bimetalli in una condizione di regime termico. Il tempo di completo raffreddamento e di raggiungimento del regime termico si aggirano intorno ai 60 minuti. Quindi nel caso il relè venga attraversato da una corrente di sovraccarico in condizione freddo, il tempo di intervento sarà superiore rispetto alla condizione caldo. Questo perché nella condizione caldo i bimetalli sono già parzialmente avanzati verso la posizione di sgancio.

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Come influisce sul valore dell’energia il dato sulla corrente minima misurabile indicato per gli strumenti di misura?2023-03-14T14:28:59+01:00

L’accuratezza degli strumenti di misura è garantita in un intervallo di valori di corrente indicati dal costruttore. In particolare, al di sotto del valore minimo lo strumento non è più tenuto a misurare con l’accuratezza prescritta. Occorre dunque prestare attenzione alle situazioni in cui la corrente assorbita dai carichi varia frequentemente toccando i valori al di sotto della corrente minima, poichè anche se sono causa di un effettivo consumo energetico, lo strumento di misura potrebbe interpretarli come “assenza di carico” e dunque non conteggiare tale consumo. Ne consegue che due strumenti di misura a confronto, se dotati di corrente minima diversa, possono fornire valori di energia anche sensibilmente diversi.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata a Strumenti di misura e TA .

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È possibile comandare più motori in parallelo in contemporanea con lo stesso azionamento?2023-03-14T14:33:22+01:00

Si, è possibile adottando i seguenti accorgimenti.
– È necessario dimensionare l’azionamento in modo tale che la sua corrente nominale sia maggiore o uguale alla somma delle correnti nominali dei motori comandati.
– Ogni motore deve essere protetto singolarmente contro il sovraccarico, ad esempio, utilizzando un relè protezione motore tarato sulla corrente nominale del motore.
– È suggeribile installare un’induttanza motore trifase tra l’uscita dell’azionamento e i motori.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata agli Azionamenti a velocità variabile .

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Come avviene l’accoppiamento tra i sezionatori della serie GA con le aste di sezione 7mm?2023-03-14T14:20:26+01:00

Gli interruttori sezionatori della serie GA sono compatibili con le aste di prolunga GAX7… con sezione da 5mm. Per l’impiego della maniglia GAX66N(B) con i sezionatori GA030A, GA063…160A è però necessario l’impiego di un’asta GAX7…AN con sezione da 7mm. In questo caso è necessario prevedere l’impiego l’accessorio GAX60B che adatta il foro per aste con sezione da 5mm a quelle con sezione da 7mm.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata agli interruttori sezionatori.

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A cosa servono i filtri antidisturbo per contattori? Come sceglierli? Come montarli?2023-03-14T11:50:26+01:00

Alla disinserzione del contattore, si possono generare dei disturbi potenzialmente dannosi per le apparecchiature vicine, soprattutto per quelle elettroniche. I filtro antidisturbo per contattori sono progettati per limitare il più possibile questo fenomeno.

Come scegliere il filtro più adatto per ogni situazione? Dal catalogo generale, nel capitolo dedicato ai contattori, è possibile scegliere tra due tipologie di filtro:

  • filtri con varistore. I varistori sono molto efficaci nel limitare i picchi di tensione e non producono effetti negativi sui tempi di apertura del contattore. Per contro non smorzano il fronte ripido di salita della sovratensione di scarica. Come si vede dalla tabella a catalogo, sono adatti sia a soluzioni in AC che in DC.
  • filtri con gruppo RC (Resistore-Condensatore). Questa tipologia ha pregi e difetti opposti rispetto a quella con varistore. I filtri RC infatti smorzano sia il fronte ripido di salita della sovratensione di scarica sia i picchi di tensione, però influiscono sui tempi di apertura del contattore e in generale non si adattano bene all’impiego in DC. Ecco perché a catalogo esistono solo in versione AC.

Per completezza si ribadisce quanto già presente nella nota a catalogo: tutti i contattori serie BF con bobina in DC o AC/DC a controllo elettronico hanno filtro antidisturbo incorporato. Per tutti gli altri modelli, ecco un video che illustra come montare il filtro: https://www.youtube.com/watch?v=TV7n9uTEO04

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I contattori BFD possono essere utilizzati per applicazioni diverse dal fotovoltaico?2023-03-14T11:52:12+01:00

I contattori della serie BFD sono specificamente progettati per interrompere carici in DC. Trovano il loro maggior impiego in campo fotovoltaico, ma sono comunque idonei per qualsiasi applicazione in DC come trazione ferroviaria, controllo batterie, impianti di telecomunicazione, DC drivers ecc.

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Altre informazioni sui contattori

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Nelle applicazioni fotovoltaiche dove vengono installati i contattori?2023-03-14T11:52:30+01:00

Nella realizzazione degli impianti fotovoltaici si devono tenere presenti le normative internazionali e i regolamenti nazionali. Questi ultimi possono avere varianti significativi tra le diverse nazioni. Comunque, i contattori, negli impianti fotovoltaici, vengono tipicamente installati immediatamente a monte e a valle dell’inverter.

Il contattore sul lato AC è un comune contattore che deve essere dimensionato in categoria AC-1 o AC-3 a seconda del regolamento nazionale dell’area in cui verrà installato. Il contattore sul lato DC può essere ancora un normale contattore per usi generali se la tensione è al di sotto dei 400V. Per il dimensionamento riferirsi alle apposite tabelle per uso in DC dei contattori riportate sui cataloghi Lovato. Per le tensioni oltre i 400V è opportuno utilizzare i contattori appositamente progettati per uso in DC.

Questi contattori hanno delle camere d’arco dotate di magneti permanenti che garantiscono una rapida ed efficace interruzione dell’arco elettrico. I contattori Lovato BFD hanno prestazioni molto elevate e possono essere impiegati per tensioni fino a 1000V DC.

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A cosa serve la funzione contaore? In che cosa si differenzia rispetto alle altre funzioni?2023-03-14T14:30:30+01:00

La funzione Contaore consente di contare le ore di lavoro di un macchinario e inviare una segnalazione eccitando l’uscita al raggiungimento di una soglia, per
esempio per segnalare una richiesta di manutenzione. Il contaore (espresso in ore) viene aggiornato e salvato nella memoria del TMM1 NFC ogni 10 minuti
e rispetto a tutte le altre funzioni rimane memorizzato anche quando il temporizzatore viene disalimentato. Per abilitare la funzione Contaore è necessario
impostare:
– Nel menu M01-GENERALE la funzione Contaore, impostando P01.01=N
– Nel menu M04-CONTAORE la soglia da raggiungere in P04.01, espressa in ore.

Esempio. Abilitare la funzione contaore in modo da inviare una segnalazione dopo 200 ore di lavoro.
Impostazioni su TMM1 NFC via App LOVATO NFC:

Quando il valore corrente del contaore (P04.02) raggiunge il valore di preset impostato (P04.01), il TMM1 NFC eccita il contatto di uscita, che rimane eccitato fino al reset manuale del contaore tramite la chiusura dell’ingresso di comando (S). Dalla App Lovato NFC è inoltre possibile:

– monitorare il valore corrente del contaore (P04.02)
– modificare manualmente il valore corrente del contaore (P04.02), in modo da anticipare in caso di necessità la segnalazione, senza dover attendere le ore rimanenti per raggiungere il preset.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata ai temporizzatori.

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Quando è richiesta l’installazione di un alimentatore di backup per le protezioni di interfaccia?2023-03-14T11:33:36+01:00

Ogni volta che la protezione di interfaccia viene installata esternamente all’inverter fotovoltaico, le norme CEI 0-21 e CEI 0-16 richiedono un’alimentazione ausiliaria che sostenga per almeno 5 secondi la protezione di interfaccia (PI), il dispositivo di interfaccia (DDI) ed un eventuale rincalzo in caso di mancanza della rete di alimentazione.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata ai Prodotti e soluzioni per il fotovoltaico.

Quale tecnologia di accumulo viene utilizzata negli alimentatori di backup PMVFUPS01?2023-03-14T14:15:49+01:00

PMVFUPS01 garantisce l’energia necessaria accumulandola in condensatori, evitando quindi l’utilizzo di batterie che richiedono manutenzione.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata ai Relè protezione di interfaccia e accessori.

Come scegliere il dispositivo di interfaccia e l’eventuale rincalzo da accoppiare all’alimentatore di backup PMVFUPS01 per applicazioni fotovoltaiche?2023-03-14T14:15:44+01:00

PMVFUPS01 accumula energia sufficiente (200Ws) per pilotare correttamente una protezione di interfaccia serie PMVF LOVATO Electric, un contattore con ruolo di dispositivo di interfaccia serie BF o B di LOVATO Electric e la bobina a lancio di corrente del rincalzo. La scelta del corretto contattore in base alla potenza in AC3 da sezionare è consigliata sul manuale del PMVFUPS01 . L’utilizzo di dispositivi di altre marche può avvenire tenendo conto che PMVFUPS01 può erogare una potenza di picco fino a 1kW (1,25kVA) per 200ms durante la fase di accensione della protezione di interfaccia e di spunto in fase di chiusura del dispositivo di interfaccia. Normalmente la bobina del rincalzo non deve essere alimentata, dato che il riarmo del rincalzo è manuale da norma e dunque non deve aprirsi in caso di mancanza di alimentazione, ma solo su comando esplicito (bobina a lancio di corrente) della protezione di interfaccia. Ad impianto connesso dunque l’assorbimento totale dei carichi del PMVFUPS01 consiste nella somma della potenza assorbita dalla protezione di interfaccia e da una bobina di minima in condizioni di servizio. Il valore non dovrebbe superare 25VA, che garantisce il buon funzionamento anche nella condizione più critica concessa dalle norme costituita da buchi di tensione ripetuti di durata fino a 5s, anche se questo caso è poco realistico. In caso di dubbio si consiglia l’uso di dispositivi con bobine a basso consumo (AC/DC). Per valori più elevati o per più bobine in parallelo a causa della presenza di due o tre dispositivi di interfaccia pilotati dalla stessa protezione è necessario consultare il supporto tecnico di LOVATO Electric per un’analisi specifica.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata ai Prodotti e soluzioni per il fotovoltaico

Quanto tempo serve per ricaricare l’alimentatore di backup PMVFUPS01 per applicazioni fotovoltaiche?2023-03-14T14:15:10+01:00

Per caricare completamente i condensatori di accumulo occorre un tempo massimo di 15s. La tensione in uscita è presente solo a carica ultimata. Occorre tenere presente che la ricarica è ovviamente necessaria anche al primo avvio.

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Altre informazioni su questo argomento

Consulta la pagina del sito dedicata ai Relè protezione di interfaccia e accessori.

Quanto tempo serve per ricaricare PMVFUPS01?2023-03-14T14:15:39+01:00

Per caricare completamente i condensatori di accumulo occorre un tempo massimo di 15s. La tensione in uscita è presente solo a carica ultimata. Occorre tenere presente che la ricarica è ovviamente necessaria anche al primo avvio.

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Altre informazioni su questo argomento

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Gli avviatori in contenitore di LOVATO Electric si possono usare anche con motori monofase?2023-03-14T11:47:11+01:00

Sì. Nel catalogo generale, all’interno del capitolo dedicato agli avviatori elettromeccanici e contenitori, è indicato il semplice cablaggio da effettuare:

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Altre informazioni su questo argomento

Vai alla pagina web degli Avviatori elettromeccanici.

Vai qui per scaricare il catalogo generale.

 

Considerando un soft starter, posso sostituire il suo contattore di linea con un interruttore automatico?2023-03-14T14:25:34+01:00

Sì, può essere utilizzato interruttore automatico con bobina di minima tensione.

In caso di guasto il soft starter interverrà azionando l’interruttore tramite un’uscita a relè, con conseguente interruzione del flusso di corrente al motore. Ma il contattore è preferibile a causa della sua elevata durata meccanica rispetto all’interruttore automatico che viene utilizzato per scopi di protezione senza commutazione.

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Come comandare il contattore di linea dal soft starter?2023-03-14T14:25:03+01:00

Il comando del contattore di linea è gestito automaticamente dal soft starter con un’uscita a relè programmata con la funzione CONT.LIN (a volte chiamata anche Run secondo i modelli di soft starter):

CONT. LIN = l’uscita si chiude al comando di avviamento e rimane chiusa per tutto il tempo in cui l’avviatore statico sta alimentando il motore. Si apre al termine della rampa di decelerazione (o al comando di stop in modalità arresto a ruota libera).

Mantiene eccitato il contattore di linea finché il motore è in marcia, dall’avviamento, fino al completamento della rampa di decelerazione.

Esempio. Contattore di linea gestito con soft starter serie ADXL.

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Considerando un soft starter, come si dimensione il contattore di bypass esterno?2023-03-14T14:25:16+01:00

Il contattore di bypass deve essere scelto in categoria AC-1 per la corrente a pieno carico del motore perché non viene attraversato dalla corrente di avviamento.

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Considerando un soft starter, come si dimensiona il contattore di linea?2023-03-14T14:25:27+01:00

Il contattore di linea deve essere dimensionato in categoria AC-3 con una corrente maggiore o uguale alla corrente a pieno carico del motore.

Esempio

  • Corrente nominale motore = 28 A
  • Corrente nominale dell’avviatore statico ≥ 28A AC-3 (es. ADXL0030600 a 30A)
  • Contattore di linea ≥ 28A AC-3 (es. BF3200A230 a 32A, AC-3)

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Quando conviene scegliere una soluzione di misura che preveda gli ingressi di corrente tramite bobine di Rogowski?2023-03-14T14:30:05+01:00

Tra un trasformatore amperometrico tradizionale apribile e una bobina di Rogowski, benché entrambi siano trasduttori di corrente, emergono due differenze
fondamentali:

  •  la bobina di Rogowski è flessibile e deformabile, mentre il TA è rigido e indeformabile;
  •  a parità di corrente di primario, la bobina di Rogowski occupa meno spazio. Per i due aspetti citati, la soluzione con bobina di Rogowski diventa vantaggiosa quando si deve affrontare un’operazione di aggiornamento del quadro elettrico ove vi siano difficoltà dovute alla mancanza di spazio.

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La bobina di Rogowski offre il massimo dell’accuratezza quando il cavo passa per il centro della bobina. Cosa accade se non si rispetta questa condizione?2023-03-14T13:32:03+01:00

Per questioni costruttive, la bobina di Rogowski misura in modo più accurato e risulta più immune alle interferenze quando si effettua il passaggio del cavo
di corrente che si intende misurare esattamente al centro della superficie racchiusa dalla bobina, ovvero nel punto in rosso nella seguente figura:

In tale condizione, la soluzione LOVATO Electric offre una prestazione di accuratezza pari allo 0.5%. Tuttavia, spesso non è possibile rispettare questo
vincolo, ottenendo piuttosto un passaggio del cavo in prossimità dei punti indicati in blu, ovvero vicino alla bobina: si tratta del caso pessimo, che però consiste in un’accuratezza di misura dell’1% che è una prestazione allineata alla soluzione tradizionale di un multimetro di fascia media con trasformatori amperometrici.
Anche l’angolo con cui il cavo elettrico attraversa la bobina influisce sull’accuratezza, quindi è consigliabile fissare ad esempio con fascette la bobina al cavo o alla barra in modo che la superficie racchiusa dalla bobina sia perpendicolare al cavo. Nel fare questa operazione, utilizzare il lato opposto al gancio di chiusura della bobina per il fissaggio.

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Perché le bobine sono vendute in kit con il multimetro?2023-03-14T14:00:52+01:00

Il segnale di uscita di una bobina di Rogowski deve essere trattato per amplificarlo, rifasarlo e filtrarlo. Queste operazioni sono state demandate al multimetro DMG611R… Il livello di trattamento del segnale dipende dalla
costruzione di ogni singola bobina, quindi è necessario che ogni ingresso di misura del DMG611R… sia accoppiato e calibrato per ottenere il massimo della prestazione possibile, anche in condizioni di non ideale installazione della bobina
(passaggio del cavo lontano dal centro). LOVATO Electric provvede a questa operazione effettuando la calibrazione al 100% di tutti i DMG611R… con la sua terna di bobine, proponendo quindi un kit.

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Come viene garantita l’accuratezza di misura nel kit MULTIMETRO DIGITALE CON BOBINE DI ROGOWSKI?2023-03-14T14:29:41+01:00

Nel kit costituito dal multimetro e dalla terna di bobine è incluso anche il certificato di taratura prodotto dal processo di calibrazione. Il certificato è specifico per
ogni kit, di cui riporta il numero seriale.

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Come scegliere la giusta taglia di una bobina Rogowski?2023-03-14T14:29:27+01:00

Più la corrente da misurare si avvicina al valore massimo leggibile dalla bobina, più è garantita accuratezza è linearità. Perciò si consiglia di selezionare la taglia della bobina secondo lo schema qui rappresentato.

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Nei kit MULTIMETRI DIGITALI CON BOBINE DI ROGOWSKI (DGM611R…) quanto è lungo il cavo tra il multimetro e le bobine Rogowski?2023-03-14T14:29:51+01:00

Il cavo è lungo due metri.

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Come si deve proteggere dal corto circuito un avviatore in contenitore isolante della serie M?2023-03-14T11:44:11+01:00

Gli avviatori della serie M sono composti da contattore e relè termico. Per la protezione dal corto circuito è consigliato l’uso di fusibili da scegliere in base alla taratura del relè termico. Nel capitolo di catalogo dedicato ai relè termici, a fianco di ogni codice, sono indicati i fusibili di tipo aM oppure gG che garantiscono la corretta protezione. Per chi volesse invece un avviatore completo di protezione da sovraccarico e da corto circuito ricordiamo che gli avviatori M2P00911…. Questi al loro interno, oltre al contattore, hanno in interruttore salvamotore della serie SM1R.

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Quale è la soluzione migliore per alimentare i commutatori di rete automatici della serie ATL?2023-03-14T14:03:35+01:00

I commutatori di rete automatici della serie ATL a seconda del modello possono essere alimentati solo in AC, solo in DC oppure indifferentemente in AC/DC.

È necessario quindi distinguere tre casi. Ad esempio:

  1. le centraline alimentabili solo in AC, come ATL600, possono essere alimentate:
    • con un UPS
    • con il modulo per doppia alimentazione ATLDPS1. Il modulo per doppia alimentazione ATLDPS1 consente di selezionare automaticamente la sorgente più indicata fra due linee di alimentazione monofase in tensione alternata. Il criterio di selezione si basa sulla presenza della tensione entro dei limiti minimi e massimi prestabiliti. La sua applicazione tipica consiste nel fornire alimentazione ausiliaria agli interruttori ed ai dispositivi di controllo all’interno di un quadro di commutazione di emergenza. Può essere quindi utilizzato in abbinamento ai commutatori di rete automatici della serie ATL. La commutazione fra le due linee viene effettuata con soglie e tempi definiti e ripetibili, garantendo maggiore sicurezza. Le due linee sono separate con interblocchi elettrici di sicurezza. Viene anche eseguita una autodiagnosi sotto la supervisione di un microcontrollore. In caso di mancanza di entrambe le linee di alimentazione e/o di autodiagnosi di anomalia di funzionamento, un relè di allarme aggiuntivo segnala lo stato di allarme a dispositivi esterni;
  2. Le centraline alimentabili solo in DC, come l’ATL601, utilizzano una batteria classica. Tipicamente è quella del gruppo elettrogeno, che costituisce il back-up del sistema;
  3. Le centraline alimentabili sia AC che in DC, come l’ATL610 e che quindi includono tutte le soluzioni precedenti.

Alcuni dati tecnici modulo per doppia alimentazione ATLDPS1:

  • Valore nominale di tensione selezionabile tra 110VAC e 230VAC
  • Soglie di minima e massima tensione di intervento
  • 2 ingressi monofase L + N
  • 1 uscita monofase L + N
  • Linea prioritaria L1
  • 2 circuiti di misura indipendenti
  • Soglie digitali indipendenti dalla tensione di alimentazione
  • LED per l’indicazione di condizioni anomale e stato degli ingressi e delle uscite
  • LED di stato ingressi/uscite
  • Monitoraggio della tensione di uscita
  • Auto diagnostica del circuito interno
  • Uscita allarmi a relè.

Caratteristiche di impiego

  • Tensione nominale di alimentazione: 110/230VAC configurabile
  • Frequenza: 50/60Hz
  • Campo tensione di ingresso: 80…300VAC
  • Soglie di intervento tensione min/max: 80%/120% del valore di preselezione
  • 2 Linea Ingressi L1-L2: monofase, tra fase e neutro
  • Uscita in corrente: 4A max
  • Linea priorità: L1 quando entrambi i valori di ingresso sono entro i limiti
  • Tempo di ritardo fisso tra commutazione linea: 0,5 secondi
  • 4 LED di indicazione dello stato di tensione di ogni linea entro certi limiti, la tensione presente all’uscita, uscita a relè anomalia
  • Montaggio: su guida DIN 35mm (IEC/EN 60715) o con viti utilizzando clips estraibili
  • Contenitore modulare 3 moduli
  • Grado di protezione IP40 sul fronte; IP20 sul retro.

Omologazioni e conformità
Omologazioni in corso: cULus, EAC.
Conformi alle norme: IEC/EN 60947-1, IEC/EN 60947-6-1, IEC/EN 61000-6-2,
IEC/EN 61000-6-3, CSA C22.2 n°14.

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